Il Palio di Asti raccontato da Club Cavallo Italia
La prima notizia certa della corsa risale al 1275 dove il cronista locale Guglielmo Ventura riporta che gli astigiani, «sicut fieri solet Ast, in festo Beati Secundi» (“come risulta essere solito ad Asti, durante la festa del Beato Secondo”), corsero il Palio per dileggio sotto le mura della nemica città di Alba, devastando le vigne circostanti.

Il Palio di Asti inizia con…
…inizia con la Formula di rito per la Corsa del Palio «Signor Capitano, vi do licenza di correre il Palio nell’anno del Signore… Andate, e che San Secondo vi assista!»
Nata nel Medioevo, Il Palio di Asti (o Palio Astese) è un evento e nelle celebrazioni patronali di San Secondo e termina con una corsa di cavalli montati senza sella.
Una curiosità: tre esperti mercanti in stoffe verificano che i drappi del Palio, uno per il vincitore della corsa e l’altro per la chiesa del Santo Patrono, «…siano della bontà, misura e qualità solite» e devono recare l’effigie del Patrono di Asti, San Secondo, l’anno, le insegne e il motto della città e la firma del Maestro del Palio.
Nel Palio vive una sfilata storica in diversi momenti della manifestazione e ogni contrada che partecipa al Palio di Asti sfila con un tema definito del periodo medievale astigiano compreso fra il XII e il XV secolo, ovvero quando è nato e si è sviluppato il Palio di Asti.

Per rispettare l’ambiente, ogni capo delle nostre collezioni viene realizzato solo quando riceviamo l’ordine.
Per questo motivo ci occorre un po’ più di tempo per consegnarlo e, per ringraziarvi della pazienza, vI offriamo le spese di spedizione.
Grazie anche a nome dell’ambiente e ora continuiamo con il Palio di Asti.
Il Palio di Asti. Ogni corteo…
… ogni corteo è un episodio composto da dame, cavalieri e nobili oppure anche personaggi della cultura popolare come Valentina Visconti che porta in dote la terra di Castell’Alfero, Asti che accoglie il suo Signore, Carlo Duca d’Orléans e l’inaugurazione della Chiesa Medievale di San Secondo in Baldichieri ma temi possono essere anche di carattere più generale, come I Sacri Misteri dal teatro e religiosità popolare rappresentati tra le vie e le piazze.

Il corteo è costituito abitualmente da oltre mille figuranti.
In preparazione del Palio, il sabato antecedente al primo martedì di maggio, in occasione dei festeggiamenti per san Secondo, il corteo storico sfila prima della cerimonia della Stima.
Al termine della Stima c’è il giuramento dei Rettori di ogni rione, borgo e comune che partecipano al Palio di Asti che fanno solenne promessa di lealtà e chiude il momento più atteso: il Sindaco che indice solennemente il Palio che si correrà a settembre.
Il lunedì successivo si possono ammirare i fuochi d’artificio e il giorno di San Secondo, primo martedì di maggio, c’è l’Offerta del drappo al Patrono.
Segue la distribuzione della Minestra dei Poveri e, il mercoledì, la tradizionale fiera con trecento «mercatores» che allestiscono le loro bancarelle nel centro storico di Asti.
Al Palio di Asti, a settembre, partecipano 21 contendenti fra i Rioni (all’interno della cinta muraria più antica), i Borghi (all’esterno della prima cinta muraria) e i Comuni dell’Astigiano che hanno comprovati rapporti storici Asti in epoca medievale, ognuno col proprio gonfalone e i colori che lo contraddistinguono
Il Palio di Asti. La sfilata…
… la sfilata che precede la corsa rievoca il ruolo delle contrade per la storia medievale della Città.
Ogni gruppo è preceduto da un Vessillifero che porta i colori del Borgo, Rione o Comune, seguito dai figuranti in costume che danno vita al loro tema storico peculiare e, al miglior gruppo, Club di Asti, il Soroptimist International d’Italia, consegnerà la Pergamena d’Autore al Comitato che avrà meglio rappresentato il tema.

Il percorso del corteo inizia in piazza della Cattedrale e prosegue attraversando via Caracciolo, piazza Cairoli, Corso Alfieri, via Gobetti, piazza San Secondo, via Garibaldi, via Gardini, piazza Alfieri.
Il Corteo Storico è aperto dal Gruppo del Comune, composto dal Capitano e dal suo seguito a cavallo, i cui costumi richiamano i colori della città ed esaltano le funzioni di magistrati e cavalieri che hanno il compito di sovrintendere allo svolgimento della corsa, preceduto Gruppo degli Sbandieratori dell’A.S.T.A.

Il Capitano del Palio è la figura più rappresentativa perché a lui spetta il ruolo di garante del Regolamento insieme ai due Magistrati che lo affiancano.
Il Carroccio, che rappresenta gli antichi carri da guerra, è l’elemento per eccellenza e chiude il corteo scortato da armigeri che rappresentano i ventuno partecipanti al Palio di Asti, ed è trainato da tre coppie di buoi bianchi, porta, secondo la tradizione, le insegne della città – croce bianca in campo rosso, il gallo in ferro battuto – simbolo delle libertà comunali ed il Palio, premio al vincitore della corsa.
Gli altri premi – la borsa di monete d’argento, gli speroni, il gallo vivo, la coccarda e l’acciuga – precedono il Carroccio e sono portati da altrettanti messi comunali.
La sera della vigilia del Palio di Asti, nelle sedi dei rioni, nei borghi e nei comuni partecipanti, si celebrano le “cene propiziatrici” alla corsa.
Il Mattino…
Il mattino del giorno della corsa si tengono, nelle chiese rionali, le benedizioni dei cavalli e dei fantini che correranno per difendere i colori delle proprie parrocchie, con la formula : “Va’ e torna vincitore!”.
I cavalli, solitamente due per ogni sodalizio, sono seguiti e allenati dalle Commissioni di ogni Comitato anche se uno solo scenderà in piazza per il Palio di Asti.
Nel primo pomeriggio il corteo storico, che si apre con il gruppo a cavallo del Capitano del Palio, massima autorità della corsa, garante della regolarità del Palio, seguito dai magistrati e dai cavalieri dalla cattedrale di Santa Maria Assunta, si snoda per le vie del centro storico e termina in piazza Alfieri, dove attualmente si tiene la corsa.
Al Capitano…
… al Capitano spetta la supervisione della manifestazione, con il potere di infliggere squalifiche in caso di comportamenti irregolari da parte dei fantini durante lo svolgimento della corsa.
Seguono i vincitori dell’ultima edizione del Palio e i figuranti delle contrade in abito storico.
Il carroccio, con le insegne delle libertà comunali e il Palio di Asti chiude il corteo e, prima della corsa, il capitano del Palio si rivolge al sindaco con queste parole: “Signor Sindaco, il Palio è schierato in campo con uomini, cavalli e insegne. E attende ordini!”

Il carroccio
Il Sindaco, secondo la tradizione, risponde così:” Signor Capitano, vi dò la licenza di correre il Palio dell’anno del Signore, citando l’anno in corso. Andate e che san Secondo vi assista! Si corre il Palio!”
E si apre così il Palio di Asti, strutturato in tre batterie da sette partecipanti ciascuna, dove partecipano i ventuno cavalli montati a pelo da ventuno fantini scelti dai rioni, borghi e comuni della Città di Asti e del suo territorio.

I cavalli primi tre classificati di ogni batteria accedono alla corsa finale, che decide l’assegnazione del Palio.
La partenza avviene con l’allineamento dietro il canapo, una grossa fune alla linea di partenza dove il Mossiere decide, a sua discrezione, il miglior allineamento dei cavalli e può comminare penalità e punizioni a fantini indisciplinati che, di solito, prevede un arretramento nei blocchi di partenza.

La corsa ha quindi inizio e i cavalli devono percorrere tre giri di piazza per un totale di circa 1350 metri e Il Palio di Asti viene vinto dal cavallo, con o senza fantino, che arriva per primo al “bandierino” del traguardo.

Anticamente la corsa del Palio di Siena prevedeva due premi: il Palio, drappo di velluto o di stoffa preziosa per il primo arrivato, ed un gallo vivo per il secondo, come documentato dai libri dei conti della tesoreria ducale.

Dal XVII secolo a oggi il vincitore si aggiudica il Palio di Asti che, per tradizione, deve essere lungo 16 rasi astigiani, il secondo premio è una borsa di monete d’argento, il terzo premio sono speroni d’argento, il quarto premio è un gallo vivo, il quinto premio è la coccarda con i colori della città, bianco e rosso.
L’ultimo arrivato, riceve «l’inchioda» o acciuga salata, uno dei premi più caratteristici e sentiti del Palio di Asti che deriva dal dialetto astigiano trecentesco anzoa, ed in seguito anchoa, data in premio in segno di scherno e di disonore per lo sconfitto.
L’inchioda si accompagnava, e si accompagna come premio all’insalata e, alcune volte, oltre all’acciuga, si sono previste anche le sigolle (cipolle) per il penultimo, a rappresentare le lacrime dello sconfitto.
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...e lui è la Mascotte della Giornata Nazionale del Cavallo
Si chiama Clop ed è un cavallino antropomorfo che vive a Cavallolandia, una città abitata da cavalli come lui, affacciata sul golfo della Criniera al vento sull’isola di Horses Island, nell’Oceano dei Cavallucci Marini.
A Cavallolandia vivono il Sindaco Tom Capezza, la segretaria di Clop Criniera Bionda, l’industriale Onofrio Pezzato, il cuoco Hippo Gnam Gnam del bar ristorante Biada & Fieno, nonna Barbozza, il poliziotto Lukketto Mc Prison, l’amico Amedeo Ambio… e non mancano i “malandini” come Brigliesciole, il ladro che vive nel castello del perfido Truccacorse.
La tua visita lo farà nitrire di gioia.

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