La passione per i cavalli dell’uomo che amava sentirsi, prima di tutto, un cowboy.
Ronald Wilson Reagan nacque il 6 febbraio 1911 a Tampico, nell’Illinois, e morì il 5 giugno 2004 nella sua casa di Bel Air in California.
Prima ancora di diventare una delle figure più conosciute della storia americana, Reagan era stato attore, sportivo e uomo profondamente legato alla vita all’aria aperta.

Il presidente Reagan, Nancy Reagan, Ron Reagan e Doria Reagan a cavallo a Camp David
Tra le sue grandi passioni ce n’era una che lo accompagnò per gran parte della vita: i cavalli.
Per capire quanto fosse autentico questo legame bisogna allontanarsi dalla Casa Bianca e raggiungere le montagne di Santa Ynez, nei pressi di Santa Barbara, in California. È qui che nel 1974 Reagan e la moglie Nancy acquistarono il loro amato Rancho del Cielo, un luogo che per entrambi rappresentava una sorta di rifugio dal mondo.
Il ranch era molto lontano dal lusso e dalle formalità della vita pubblica. Qui Reagan poteva dedicarsi alle cose semplici: lavorare all’aperto, occuparsi degli animali, tagliare la legna, sistemare le recinzioni e, naturalmente, andare a cavallo.
Non è un caso che gli venga attribuita una frase diventata quasi un piccolo manifesto della sua filosofia
“There’s nothing better for the inside of a man than the outside of a horse.
“Non c’è niente di meglio, per l’interiorità di un uomo, che l’esteriorità di un cavallo.”
Una frase che racconta perfettamente che cosa rappresentasse per lui quei momenti. Il cavallo non era soltanto un passatempo o un’attività sportiva: era un modo per stare nella natura, allontanarsi per qualche ora dagli impegni e ritrovare una dimensione più semplice e personale.
Little Man, il cavallo del cuore
Tra i cavalli di Reagan ce n’era uno particolarmente speciale: Little Man, un Quarter Horse che viene indicato come il suo preferito.
Una fotografia del febbraio 1977 lo ritrae insieme a Little Man, molti anni prima che Reagan facesse il suo ingresso alla Casa Bianca. È un particolare significativo perché dimostra che il suo rapporto con i cavalli non fu affatto una passione nata quando divenne presidente: era già una parte importante della sua vita al ranch.
Ronald e Nancy, infatti, amavano occuparsi personalmente dei loro animali e andare a cavallo. Nancy aveva il suo cavallo preferito, No Strings, mentre Little Man era particolarmente caro a Ronald.
Il ranch diventava così un piccolo mondo nel quale i due potevano vivere lontano dalle formalità, dedicandosi ai cavalli e alla vita all’aria aperta.

Dal cinema al ranch
La passione di Reagan per i cavalli aveva radici ancora più lontane.
Durante gli anni trascorsi a Hollywood, infatti, partecipò a numerosi film western. Il genere si adattava perfettamente alla sua immagine e gli offriva anche la possibilità di stare spesso a cavallo.
Il rapporto con l’equitazione continuò negli anni successivi e trovò nel Rancho del Cielo il suo ambiente ideale.
Quando Reagan divenne presidente, il cavallo non scomparve affatto dalla sua vita. Al contrario, ogni volta che gli impegni glielo permettevano, tornava in California e riprendeva la sua vita da ranchero.
La documentazione della Reagan Library mostra quanto frequentemente il Rancho del Cielo fosse una destinazione per i Reagan durante gli anni della presidenza, con numerose visite tra il 1981 e il 1988.
Una scuderia molto particolare
Al Rancho del Cielo, negli anni della presidenza, c’erano diversi cavalli, appartenenti anche a razze differenti.
Tra i nomi ricordati negli archivi figurano No Strings, Dormita, El Primero Teniente, detto anche First Lieutenant, un Peruvian Paso, e diversi cavalli arabi: Gwalianko, Catalina, El Saraff, soprannominato Alfie, e naturalmente El Alamein.
Ed è proprio El Alamein, con Ronald Reagan nella foto, a regalare uno degli episodi più curiosi della storia equestre di Reagan.

El Alamein, il cavallo arrivato dal Messico
El Alamein era un elegante cavallo arabo grigio, donato a Reagan dal presidente messicano José López Portillo.
Reagan lo cavalcò in numerose occasioni e la sua presenza è documentata da moltissime fotografie. Gli archivi della Reagan Library conservano immagini nelle quali il presidente lo accarezza, lo nutre, lo spazzola e lo prepara per la cavalcata.
Una delle cose più interessanti è proprio questa: Reagan non si limitava a salire in sella.
Lo si vede strigliare personalmente El Alamein, prepararlo, mettergli la sella e occuparsi di lui. In alcune immagini è addirittura il presidente degli Stati Uniti, in jeans e abbigliamento da ranch, intento alle normali operazioni della selleria.
In una serie di fotografie del 1986, per esempio, Reagan prepara El Alamein per la cavalcata mentre i suoi cani gli girano intorno; poco dopo parte a cavallo accompagnato dagli agenti del Secret Service.
Esistono inoltre filmati d’archivio nei quali Reagan e Nancy vengono ripresi al ranch mentre strigliano e sellano i cavalli, prima di partire per una cavalcata. In un filmato del 1988 si vedono le varie fasi della preparazione, la partenza e il successivo rientro.

Sono immagini che raccontano forse meglio di qualsiasi discorso quanto Reagan fosse a suo agio in quella dimensione.
Anche il Secret Service dovette imparare a cavalcare
C’era però un piccolo problema
Un presidente degli Stati Uniti non può semplicemente prendere il proprio cavallo e partire da solo per i sentieri di un ranch.
Così anche gli uomini del Secret Service finirono, inevitabilmente, coinvolti nelle cavalcate.
Gli archivi fotografici mostrano più volte Reagan a cavallo insieme agli agenti incaricati della sua sicurezza.
In una serie del 1987, per esempio, il presidente cavalca El Alamein accompagnato dagli agenti Ray Shaddick e John Barletta.
E c’è persino una fotografia del 1983 nella quale, durante la preparazione dei cavalli al Rancho del Cielo, compare un cappellino con una scritta decisamente curiosa: “United States Secret Service Mounted”.
Un’immagine che, da sola, sembra raccontare una piccola scena da film western: il presidente a cavallo davanti, gli uomini della sua sicurezza dietro.
Reagan e la regina Elisabetta: una cavalcata reale
La passione per i cavalli gli regalò anche un incontro decisamente particolare.

Il Presidente Reagan e la Regina Elizabeth a cavallo al Castello di Windsor
Durante la visita nel Regno Unito del giugno 1982, Reagan ebbe l’occasione di cavalcare insieme alla regina Elisabetta II nei pressi del Castello di Windsor.
Gli archivi della Reagan Library conservano anche il filmato della cavalcata.
Un’altra cavalcata, questa volta al Rancho del Cielo, era stata programmata durante la visita della regina in California nel 1983. Purtroppo un violento maltempo costrinse a cancellare proprio quella parte del programma.
L’ultima cavalcata
La passione per i cavalli, però, ebbe anche un brusco epilogo.
Il 4 luglio 1989, pochi mesi dopo aver lasciato la Casa Bianca, Reagan si trovava in vacanza in Messico quando fu disarcionato da un cavallo. Riportò contusioni che inizialmente sembravano superficiali.
Qualche mese dopo, durante un controllo alla Mayo Clinic di Rochester, in Minnesota, i medici scoprirono del liquido nel cervello e lo collegarono all’incidente con il cavallo avvenuto in luglio. Reagan aveva 78 anni.
Quella caduta segnò, di fatto, la fine delle sue cavalcate.
Ma non cancellò certamente il posto che i cavalli avevano avuto nella sua vita.

Un presidente, un ranchero e un cavallo
Oggi, guardando le fotografie conservate negli archivi, forse la cosa più interessante non è vedere Reagan in sella. È vederlo prima della cavalcata.
Con le maniche rimboccate, mentre spazzola il cavallo. Nella selleria. Mentre gli dà da mangiare. Mentre prepara la sella. Oppure mentre torna dal sentiero con i suoi cani che gli corrono accanto.
In quelle immagini scompare quasi completamente il personaggio pubblico e rimane l’uomo che amava il ranch e che, per qualche ora, poteva dimenticare il resto del mondo.
Il Rancho del Cielo fu per Reagan molto più di una semplice casa di campagna. Fu il luogo nel quale poteva tornare a sentirsi un uomo qualunque, con i suoi animali, il suo lavoro e i suoi cavalli.
E forse non c’è immagine migliore per ricordarlo che quella di Reagan a cavallo, con il cappello da cowboy in testa, mentre dietro di lui, a distanza di sicurezza, arrivavano gli uomini del Secret Service.
Perché anche nel vecchio West di Ronald Reagan c’era una regola che non poteva essere infranta: il cowboy poteva andare a cavallo dove voleva, ma il Secret Service doveva seguirlo.
Valeria Cadoni
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