VARENNE
La Storia (con la “S” maiuscola) di Varenne nasce in una notte di tempesta alla tenuta di Zenzalino, una località del ferrarese, nella notte del 19 maggio 1995 e il 18 agosto 2026, all’età di 31 anni, Varenne è entrato definitivamente nel mito, e per onorare il grande trottatore, abbiamo creato una felpa esclusiva per portarne il ricordo, che puoi vedere poco più avanti.
Tra vento, tuoni, fulmini il capo squadra del centro di allevamento di Zenzalino, Alessandro Rondini, si accorge che la fattrice Ialmaz è in pieno travaglio e le cose stanno andando male.
Queste le parole di Alessandro Rondini: “Ialmaz era pronta al parto, ma non stava bene, si sdraiava spesso a terra, un comportamento non normale e a mezzanotte spuntò l’anteriore del puledro ma non l’altro.
Allarmato chiamai il veterinario, che però era a due ore di auto, a Rimini.
Così capii che non c’era tempo e avrei dovuto pensarci io.
Con il telefono all’orecchio ho fatto ciò che mi ha detto il veterinario.
Ho fatto rientrare la gamba e l’ho ritirata fuori assieme all’altra, permettendo al puledro di venire al mondo.
Fu una notte indimenticabile”.

La tenuta di Zenzalino dove è nato Varenne
Ci sono campioni che vincono e leggende che dominano il tempo. La Collezione Varenne di Club Cavallo Italia è un tributo d’élite a chi ha guidato il gruppo, ridefinendo i confini del trotto mondiale.
Per ringraziarti di aver scelto un capo su ordinazione, le spese di invio sono interamente a nostro carico e il 10% del tuo acquisto sarà devoluto a Passione Cavallo, una no-profit che lavora, dal 2005, per far conoscere il cavallo, specie ai più piccoli.
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Ialmaz
Varenne. Il proprietario…
… il proprietario dell’allevamento, Sandro Viani, decide di chiamare il puledro Varenne in onore della via dell’ambasciata italiana a Parigi che, però, non nasce con le doti del predestinato.
Waikiki Beach, il padre, è uno stallone americano che in un anno fa nascere circa cento puledri di media qualità e la madre, Ialmaz, è una discreta fattrice italiana di ascendenza francese, e nessuno si aspetta che nasca un campione.

Rue de Varenne
Ialmaz fa parte di un gruppo di sei fattrici che Sandro Viani possiede in comproprietà con il francese Jean Pierre Dubois, ma le visioni dell’allevatore italiano sono determinanti.
Dice: “I cavalli francesi hanno più potenza, quelli americani sono più agili di gambe, più sciolti. Nei miei cavalli quindi c’è sempre 1/8 di sangue francese, come nel caso di Varenne”.
Che però non incanta affatto.
Tanto che a Dubois bastano 60 milioni di lire per rilevare l’altra metà dei sei puledri delle fattrici in comproprietà.
All’età di sei mesi Dubois porta in Normandia i sei puledri che aveva acquistato.
Ci sono passioni che si condividono. E poi ci sono passioni che uniscono. L’amore per il cavallo è una di queste.
Gli Amici di Club Cavallo Italia è una comunità di persone accomunate non solo dalla passione per il cavallo, ma anche dai valori che esso rappresenta: rispetto, fiducia, libertà, sensibilità e amore per la natura.
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Varenne. Nell’inverno del…
… nell’inverno del 1997 Sandro Viani va in Normandia a trovare Dubois assieme a Guzzinati, il driver di tanti campioni nati a Zenzalino e i due si fermano davanti a un paddock e vedono un puledro con un’aria dimessa tutto sporco di fango e la schiena coperta da una copertina stracciata.

Le scogliere della Normandia
Il cavallino si gira verso di loro e li fissa con lo stesso sguardo malinconico.
In quel momento passa un uomo di scuderia e urla con sarcasmo: «Monsieur Sandrò, monsieur Sandrò, lo compri, viene via per pochi soldi».
Viani ricorda che ci guardammo con un cenno d’intesa che diceva: “Non siamo mica matti”. Vi risparmio il nome di quel cavallo».
Ma c’è un problema molto più serio dell’aspetto.
A Varenne viene diagnosticato un micro distaccamento osseo ad una zampa, un grave guaio per un purosangue destinato alle corse e Dubois lo mette nella lista dei cavalli da mandare al mattatoio.
Sandro Viani non ha comperato Varenne ma da buon “padre” insiste e convince Dubois a risparmiarlo e a dargli una possibilità e, dopo sei mesi passati ingessato in un box, per lui è tempo di andare nella Maremma di Bolgheri, e lì si aprono le porte dell’ippodromo.

La Maremma di Bolgheri
Il 6 aprile 1998 è una data storica perché ha inizio la carriera di Varenne, al Premio Primavalle di Bologna.
Varenne è un trottatore e le gare di trotto sono quelle che in Italia hanno più successo e interesse, una passione condivisa con Francia e Svezia.
Varenne. Tradito dal nervosismo…
Varenne, tradito dal nervosismo, scatta al galoppo e viene subito squalificato ma il driver, dopo averlo fermato facendo passare avanti gli altri cavalli, decide di completare comunque la corsa, e Varenne fa capire di che pasta è fatto terminando vicino al vincitore dopo un recupero di oltre 40 metri di svantaggio.

Varenne
Un puledro così non passa inosservato e si scatena la corsa per acquistarlo ma Dubois vuole 150 milioni.
Giampaolo Minnucci, un driver romano molto esperto in materia, va a vederlo assieme a Jori Turja, un allenatore finlandese ed entrambi rimangono subito impressionati.
Tutti e due sanno a chi proporlo.
A un imprenditore napoletano da sempre appassionato di cavalli, Enzo Giordano, anche se tra i possibili acquirenti c’è anche il veneto Pietro Bezzecchi che ha quasi completato l’acquisto.
Ma nasce un problema: un controllo radiografico svela un ossicino vicino alla cartilagine, in gergo un chip, che può quasi azzerare il valore di un cavallo da corsa.
Bezzecchi è prudente e rinuncia al cavallo ma Minnucci capisce che è la sua grande occasione, pressa Giordano che, anche se non lo ha mai visto correre, lo compra sulla fiducia che riserva a Minnucci.
Il 30 aprile 1998 è il giorno del matrimonio di Enzo Giordano a Napoli, che però è anche il giorno in cui il suo nuovo acquisto, Varenne, va in scena all’ippodromo romano di Tor di valle, oggi chiuso.
Partenza alle 14.30, un minuto e 15 secondi dopo Varenne taglia il traguardo staccando nettamente il resto del gruppo.

Un’immagine storica dell’ippodromo di Tor di Valle
Varenne. Capii…
“Capii che forse avevo fatto la fortuna della mia vita” ricorda con commozione Giordano.
Varenne si conferma stravincendo il Premio Stabile ad Aversa.
Poi il Premio Nazionale di Milano, dopo il derby, la corsa più importante per un cavallo trottatore.
Il Premio Nazionale di Milano è la prima vera grande sfida di Varenne, che trova un campione abituato a vincere con almeno un secondo di distacco, Viking Kronos.
Viking non sbaglia mentre Varenne, affaticato dai postumi di un’influenza, deve accontentarsi della seconda posizione.
Lutfi Kolgjini, il driver di Kronos, poco prima del traguardo, si gira beffardo verso Varenne e Minnucci facendo loro segno con la mano di affrettarsi.
Questo affronto non sarà dimenticato né da Varenne, né dal trentenne fantino romano.
Dopo la vittoria del Premio Marangoni, arriva l’atteso derby. La corsa più importante in assoluto per i cavalli di tre anni e Minnucci sentenzia “Per il cavallo è una corsa che vale una vita”.
Varenne. L’11 ottobre…
L’11 ottobre 1998 all’ippodromo del trotto di San Siro, l’atmosfera è elettrica perché tutti sanno che sarà una corsa a due, non tra due cavalli semplicemente veloci, ma tra due fuoriclasse.
Varenne scatta dopo la prima curva, inseguito da Kronos, andatura costante, rapida, nobile, sicura, rallenta leggermente poi, prima dell’ultima curva, fa un allungo strepitoso, un allungo che Kronos non ha nelle gambe.
Varenne s’invola sul rettilineo finale mentre Kronos scivola al quarto posto.
Minnucci è entusiasta e prende rischiosamente le redini con una sola mano e per girarsi a cercare il rivale Kolgjini, rimandando così al mittente lo sbeffeggio subito al Nazionale.

Un’immagine storica dell’ippodromo di galoppo di San Siro a Milano
Con il primo grande trionfo si capisce che sta nascendo qualcosa di straordinario ma la stampa è concentrata più sulla caduta del mito di Viking Kronos che sull’emersione dell’astro nascente Varenne.
Varenne. Nel settembre del 1999…
A settembre ’99 Varenne vanta già 16 vittorie in gran premi, dove spiccano il Triossi e il Continentale.
Ma l’appuntamento che tutta l’ippica italiana aspetta con grande interesse è il Gran Premio delle Nazioni, dominato nelle ultime due edizioni dalla regina del trotto mondiale Moni Maker.
Moni Maker è un cavallo elegantissimo, perfettamente consapevole di essere una spanna sopra gli altri e limitarsi a giudicare le somme vinte in carriera non renderebbe giustizia alla nobiltà del suo trotto.
La strategia di Minnucci è di scappare davanti a tutti per poi dettare le regole della corsa ma Moni Maker è una grande campionessa e non si fa passare.
Agli ultimi 600 metri Varenne si mette al fianco di Moni Maker per passarla all’esterno.
Ci riesce.
Gli ultimi 250 metri sono la pura dimostrazione della classe immensa di Varenne che, sicuro e molto veloce, taglia il traguardo per primo facendo impazzire tutti gli spettatori di San Siro.
Una curiosità: alla fine dalla gara, a differenza del rapporto con Kolgjini, c’è una bella stretta di mano tra Minnucci e Wally Hennessey, fantino di Moni Maker
Varenne manda l’Italia del trotto in visibilio e ormai tutti i dubbi scompaiono: è Varenne il cavallo da battere.
È certamente un fenomeno ma è anche un cavallo fortunato, una dote che accomuna molti grandi campioni.

Varenne con Minnucci
Varenne. Dietro al Capitano…
… dietro al Capitano, ora Varenne è chiamato il Capitano, c’è un team competente, amorevole, performante e affiatato che va dal proprietario Giordano, che lo ama come un figlio, al driver Minnucci, con cui c’è la totale sintonia, dall’allenatore Turja alle non meno importanti cure della stalliera finlandese Iina Rastas, che per lui ha lasciato la Finlandia e l’università
Iina parla a Varenne sia in finlandese che in italiano e Minnucci assicura che “capiva benissimo entrambe le lingue e, furbescamente, quando gli serviva di capire capiva, quando non gli serviva capire non capiva.
Quando un cavallo capisce due lingue, lascio a voi discutere sulla sua intelligenza”.

Iina Rasta con Varenne.
Pochi giorni prima di capodanno vince il Prix di Hémard a Parigi, la prova generale del celebre Prix d’Amérique del mese seguente.
Il Prix d’Amérique, chiamato così in riconoscenza agli aiuti statunitensi durante la prima guerra mondiale, è la corsa di trotto più famosa e ambita del mondo.
2700 metri, il montepremi è di un milione, la metà è destinata al vincitore e il resto a spartire tra i primi sette. Il rivale è il padrone di casa, il celebre Général du Pommeau.
Varenne è nervoso e parte tra gli ultimi, prova a rimontare ma non ci riesce, finisce terzo. Il Generale batte il Capitano.
Una battuta d’arresto che però non frena l’entusiasmo di Varenne e del suo team, ora tutti focalizzati sul Lotteria di Agnano.
Varenne. Il Lotteria di Agnano.
Il Lotteria di Agnano non una corsa qualsiasi per Giordano, che va a quella corsa da quando aveva cinque anni. Varenne vince in scioltezza, una vittoria che procura un malore al suo proprietario, subito ricoverato in ospedale che si dispera perché non può festeggiare la vittoria nel gran premio di casa.

Il Lotteria di Agnano del 2002
Dopo questa vittoria tuti sono impegnati a preparare l’Elitloppet di Stoccolma, ma per vincere occorre mettersi alle spalle Victory Tilly ma Varenne sbaglia e in finisce quinto
Varenne per dare il meglio ha bisogno di essere messo alle strette.
Per andare al massimo spesso ha bisogno di essere affiancato, spronato da un altro cavallo e questo può essere molto rischioso.
Ormai Varenne è una star e fa gola a tutti.
Giordano è orgoglioso di averlo ed è fiero sia una storia tutta italiana.
Nel mese di maggio 2000 la Snai ne acquista il 50%, garantendo la sua italianità fino alla fine della carriera ma è anche una strategia per il grande pubblico, per creare attorno a lui un marchio.
Anche il direttore della Gazzetta dello Sport, Candido Cannavò, assicura una buona copertura alle sue imprese con titoli in prima pagina.
Varenne incarna…
Varenne incarna alla perfezione lo spirito dell’Italia vincente e festeggia il Giubileo del 2000 tagliando il traguardo davanti al Generale sotto gli applausi scroscianti dei 15.000 spettatori all’ippodromo di Tor di Valle.
È l’ultima prova prima del grande appuntamento francese.
Il 28 gennaio 2001 l’ippodromo di Vincennes vive un tripudio di italianità con bandiere tricolore ovunque, oltre seimila italiani attendono il loro Capitano e questa volta Varenne è favorito, la gloria è al traguardo dei 2700 mitici metri.
Un cavallo italiano non vince l’Amérique dal 1947, una lunga attesa che finisce quel giorno.

L’ippodromo del trotto di Vincennes
Il Capitano trionfa e con lui l’Italia intera.
Nel cielo di Parigi sventolano i tricolori ed Enzo Giordano, il proprietario, ricorda che fecero festa con oltre trecento invitati in due ristoranti parigini ma avrebbe voluto invitare tutti i seimila italiani presenti all’ippodromo e il giorno seguente la Gazzetta dello Sport titola “MAGNIFIQUE!” a nove colonne ma il Capitano non si ferma, rivince il Lotteria e prepara l’unica gara che manca ancora al suo grande slam personale, l’Elitloppet.
Varenne. L’avversario è…
L’avversario è temibile, Victory Tilly è guidato da Joansson, detto iceman, un fantino da 20.000 vittorie in carriera, una leggenda.
Minnucci ricorda che Joansson era di casa, conosceva benissimo Varenne e la pista e, addirittura “può passare un anno prima che ti rivolga la parola”.
E’ una gara bellissima. Il Capitano parte dietro, poi va sull’esterno e i due staccano tutti.
Varenne resta attaccato a Victory, lo studia e poi lo passa con una volata mozzafiato sul rettilineo finale.
È il suggello definitivo: Varenne è il cavallo trottatore migliore del mondo.

I 35.000 svedesi presenti all’ippodromo sciolgono la tensione in un applauso interminabile.
Questa, probabilmente, è la vittoria più bella perché ottenuta contro il rivale più ostico.
Dopo la corsa Joansson si complimenta con Minnucci e l’ippica mondiale del trotto vuole che voli in America per la Breeders Crown, nel New Jersey, all’ippodromo di Meadowlands ma le incognite sono molte.
Sarebbe la prima volta che Varenne prende l’aereo e a New York ci sono oltre 40 gradi e il caldo non gli piace per niente e, soprattutto, c’è una pista da 1006, una misura che in Italia non esiste, che implica una tattica di corsa diversa che fa rischiare una figuraccia.
Ma, fortunatamente, nella notte che precede la corsa piove molto e la temperatura si abbassa di 10 gradi.
Gli Italoamericani, tantissimi e muniti di tricolori, fermano Giordano e gli chiedono “paisà, davvero possiamo battere gli americani?”.
Varenne. Durante la sgambatura…
… durante la sgambatura si capisce che quel giorno Varenne ha voglia di correre, ha tanta voglia di correre
Varenne stacca tutti e Minnucci fa gli ultimi 100 metri prima del traguardo girando lo sguardo verso il tabellone per capire immediatamente se il suo tempo sarà record.
Si, è il record del mondo festeggiato anche dalle orgogliose lacrime di gioia dei tanti italoamericani presenti all’ippodromo.

L’ippodromo di trotto di Meadowlands
Questa vittoria segna anche un cambio di mentalità per Minnucci e nel mondo ippico perché eravamo noi italiani a comprare cavalli in America, ora sono loro che vengono a comprare i cavalli da noi.
Il 27 gennaio è una data importante perché è necessario difendere la vittoria l’Amérique, sotto gli occhi dei 10.000 italiani precipitati a Parigi per l’occasione.
Purtroppo, dopo 3 partenze richiamate, la giuria squalifica Minnucci, gli commina una multa di 24.000 euro e un mese di interdizione alle corse.
Dice Minnucci “Ero nervoso. Bisognava andare davanti e restarlo. Però eravamo in parecchi i birichini, se non fai così l’Amérique lo perdi ancor prima di correrlo”.
Ma Varenne domina e vince stabilendo, in 1.12.08, un altro record, e dagli spalti durante il giro d’onore si alza un grido: “Sua maestà il re”.

Il Prix d’Amerique
Varenne viene eletto “Cavallo dell’anno” per la seconda volta. Ad Agnano Victory Tilly ci riprova ma Varenne è troppo forte e si conferma anche all’Elitloppet 2002.
Ormai ha vinto tutte le corse importanti più volte e, come tutti i veri fuoriclasse sanno, è molto meglio ritirarsi quando si è al top.
Varenne. L’addio…
L’addio alle piste italiane è alla World Cup, ippodromo di San Siro, con una bella vittoria, prendendosi tutto l’affetto dei suoi tifosi.
Poi una lunga trasferta tra Europa e America. In Finlandia, su una pista da 1 km, per poco non aggiorna il suo record del mondo.
Sui due km, a Parigi, record in 1.10.08.
È l’ultimo grande exploit perché a Montreal, il 28 settembre 2002, proprio com’era iniziata, si chiude la carriera del più grande trottatore di sempre con una squalifica
Varenne, il più grande trottatore della storia, conclude la sua immensa carriera con 62 corse vinte su 73 disputate, unico nella storia dell’ippica a essere stato “Cavallo dell’anno” in 3 diverse nazioni (Italia, Francia, Stati Uniti), unico ad aver vinto nello stesso anno, il dorato 2001, le tre corse di trotto più importanti al mondo e oltre 6 milioni di euro di premi, ovviamente, anche questa cifra record.
Dati e numeri quantificabili come il valore della sua immensa progenie con oltre duemila figli sparsi per il mondo.
Tra questi si segnalano le campionesse Lana del Rio e Lisa America, gli ottimi Nadir Kronos, Napoleon Bar, Olona Ok e il rampante Vernissage Grif che promette grandi cose, già vincitore in due Lotteria.
Queste sono cose calcolabili. Non sono invece calcolabili le emozioni che Varenne ha saputo trasmettere a tutti gli appassionati di ippica del mondo e nei cuori di tutti gli italiani.

Lana del Rio
Varenne. Oggi
Prima nella pace della campagna pavese poi in provincia di Salerno, tra una sgambata e quattro sceltissimi pasti al giorno spuntini esclusi, molti tifosi fanno visita al Capitano per una carezza e qualche ringraziamento sino al 18 agosto 2026 quando Varenne ci ha lasciati per trottare nel cielo.
Ha ricevuto tanto da noi uomini e donne ma ci ha dato molto di più: emozioni, gioia, spettacolo… tutto nato in quella notte di tempesta del 1995.
Grazie, Varenne.
Per suggerimenti, critiche o altro usate il modulo qui sotto.
Noi rispondiamo sempre, a tutti, Grazie.
Adesso ti invitiamo...
…ti invitiamo a conoscere la Giornata Nazionale del Cavallo, il più importante dei nostri eventi, in collaborazione con l’Associazione No-Profit Passione Cavallo, dal 2022 per tutti gli anni successivi, un momento per onorare questo splendido animale non come atleta, ma come compagno di vita e simbolo di libertà.
Per conoscere l’evento fai click qui e grazie della visita.

...e lui è la Mascotte della Giornata Nazionale del Cavallo
Si chiama Clop ed è un cavallino antropomorfo che vive a Cavallolandia, una città abitata da cavalli come lui, affacciata sul golfo della Criniera al vento sull’isola di Horses Island, nell’Oceano dei Cavallucci Marini.
A Cavallolandia vivono il Sindaco Tom Capezza, la segretaria di Clop Criniera Bionda, l’industriale Onofrio Pezzato, il cuoco Hippo Gnam Gnam del bar ristorante Biada & Fieno, nonna Barbozza, il poliziotto Lukketto Mc Prison, l’amico Amedeo Ambio… e non mancano i “malandini” come Brigliesciole, il ladro che vive nel castello del perfido Truccacorse.
La tua visita lo farà nitrire di gioia.

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Ancora un attimo: se ami i film sui cavallI dai un’occhiata ai migliori film sui cavalli che abbiamo trovato per te e se questo articolo ti è parso interessante sentiti libero di inviare il link a chi vorrai. Ne saremo onorati.



Volevo sapere se esiste un libro che racconta la storia di varenne
Buongiorno. Con la chiave di ricerca “libro su Varenne” Google le troverà tutti i libri su Varenne. Buona lettura