La leggenda dei Fratelli D’Inzeo, gli invincibili dell’Equitazione
I fratelli D’Inzeo, una leggenda nello sport, due uomini ai vertici dell’equitazione che si tennero sempre per mano.
Il loro era un legame troppo bello e troppo grande che andava oltre la rivalità e l’ambizione.
Uno era lo specchio dell’altro, dove riflettersi per essere sempre stimolati a migliorare.
I due fratelli DInzeo erano l’opposto.
Piero era la tecnica, la precisione, l’eleganza, Raimondo, la grinta, la foga e anche l’essere ribelle.
Ogni gara tra loro era una lotta perché i due fratelli erano rivali, forti rivali.
I fratelli D’Inzeo hanno origini abruzzesi ed è il padre Costante che ha trasmesso loro l’amore per i cavalli, il padre che, dopo la Prima guerra mondiale, ha fondato una scuola di equitazione dove i suoi cavalli divennero richiestissimi perché cercava il cavallo perfetto e, naturalmente, il cavaliere perfetto in quell’unione straordinaria e unica che lega l’uomo al suo cavallo.

Altrettanto naturalmente questa passione doveva passare ai figli e fu facile con Piero che ascoltava il padre in tutto e per tutto e che diventò presto il modello da imitare mentre fu più difficile con Raimondo per il suo animo ribelle che pianse la prima volta che fu messo in sella ma quando ebbe sette anni salì in sella per non scendere più.
L’eleganza nel salto è una questione di millimetri e di cuore. I fratelli D’Inzeo hanno dimostrato al mondo intero la classe dello stile italiano.
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I fratelli D’Inzeo. L’ inizio della leggenda…
L’inizio della leggenda, della storia dei fratelli D’Inzeo è alla loro prima Olimpiade, nel 1948 a Londra.
I fratelli D’Inzeo parteciparono entrambi a otto edizioni dei giochi (solo il velista austriaco Raudaschl partecipò a nove edizioni) raggiungendo assieme un record storico e cambiando la storia dell’equitazione in Italia.

Raimondo D’Inzeo
Il momento più alto della carriera dei fratelli D’Inzeo, ormai due leggende dello sport italiano, è a Roma nel 1960, Piazza di Siena, finale del concorso a ostacoli di equitazione.
Quando erano bambini i fratelli D’Inzeo andavano spesso a Piazza di Siena ma quel pomeriggio del 1960 la tensione è alta perché il mondo li guarda.
La prima manche inizia con Raimondo in sella a Posillipo che fa un percorso netto, una prestazione perfetta, Piero invece ha otto punti di penalità ma rimane in gara.
La seconda manche è meno perfetta perché sbaglia Raimondo ma sbaglia soprattutto anche Piero con l’inciampo del cavallo.
I fratelli D’Inzeo in silenzio…
I fratelli D’Inzeo in silenzio guardano gli altri cavalieri e quando anche gli altri concorrenti sbagliano la tensione si scioglie e arrivano i sorrisi.
Raimondo D’Inzeo è medaglia d’oro, Piero D’Inzeo è medaglia d’argento in uno dei giorni più bella della storia dell’equitazione italiana.
I fratelli D’Inzeo si stringono la mano e si abbracciano e noi non possiamo certo capire fino in fondo le sensazioni di Piero, contento perché ha vinto il fratello tanto amato ma allo stesso tempo triste perché lui è arrivato secondo, emozioni che rendono ancora più epica questa pagina di sport.

Piero D’Inzeo
Quand’era piccolo Raimondo diceva spesso a Piero “voglio essere bravo come te” e in quel pomeriggio del lontano 1960 era stato più bravo.
I fratelli D’Inzeo vinceranno altre medaglie mondiali e olimpiche e chiuderanno la loro carriera con le Olimpiadi di Montreal del 1976 ed è grazie anche a loro che l’equitazione ha avuto uno sviluppo importante, uno sport unico che nasce da un binomio tra l’uomo e il cavallo.
I due fratelli continueranno a vivere molto vicini l’uno all’altro tutta la vita e, quando Raimondo muore nel 2013, Piero lo ricorda così:
“Non si lascia così all’improvviso il compagno di tutta una vita. Se vedo un cavallo che mi piace, a chi lo racconto? Sei riuscito a battermi ancora e non lo dovevi fare perché toccava prima a me, e lo sapevi”.
Pochi mesi dopo muore anche Piero dopo una vita passata assieme con il fratello, sussurrando assieme ai cavalli.
Ora ti invitiamo…
ti invitiamo a conoscere la Giornata Nazionale del Cavallo, il più importante dei nostri eventi, in collaborazione con l’Associazione No-Profit Passione Cavallo, dal 2022 per tutti gli anni successivi, un momento per onorare questo splendido animale non come atleta, ma come compagno di vita e simbolo di libertà.
Per conoscere l’evento fai click qui e grazie della visita.

… e lui è la mascotte della Giornata Nazionale del Cavallo
Si chiama Clop ed è un cavallino antropomorfo che vive a Cavallolandia, una città abitata da cavalli come lui, affacciata sul golfo della Criniera al vento sull’isola di Horses Island, nell’Oceano dei Cavallucci Marini.
A Cavallolandia vivono il Sindaco Tom Capezza, la segretaria di Clop Criniera Bionda, l’industriale Onofrio Pezzato, il cuoco Hippo Gnam Gnam del bar ristorante Biada & Fieno, nonna Barbozza, il poliziotto Lukketto Mc Prison, l’amico Amedeo Ambio… e non mancano i “malandini” come Brigliesciole, il ladro che vive nel castello del perfido Truccacorse.
Clop vi aspetta qui.
La vostra visita lo farà nitrire di gioia.

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