Lucio Battisti, Mogol e il loro viaggio a cavallo

Lucio Battisti, Mogol e il loro viaggio a cavallo

Lucio Battisti, Mogol e il loro viaggio a cavallo
raccontato da Club Cavallo Italia

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Un episodio affascinante della vita di Lucio Battisti e Mogol: il loro famoso viaggio a cavallo da Milano a Roma nei primi anni ’70.

Lucio Battisti, Mogol e il loro viaggio a cavallo era un’idea di Mogol, amante dei cavalli e della natura, ed è diventato un simbolo di libertà, amicizia e autenticità.

Negli anni Settanta, in un’Italia che correva veloce tra modernità e cambiamenti, due uomini decisero di rallentare il passo e di tornare alle origini, scegliendo un mezzo di trasporto antico e nobile: il cavallo.

Furono Lucio Battisti, il cantautore che con la sua musica ha segnato intere generazioni, e Mogol, il suo paroliere e amico fraterno. Insieme intrapresero un’avventura straordinaria: un viaggio a cavallo da Milano a Roma.

L’idea di Mogol e la voglia di libertà

Mogol, grande appassionato di cavalli e di natura, desiderava vivere un’esperienza che unisse sport, avventura e spiritualità, propose a Lucio Battisti di affrontare il viaggio non con l’auto o il treno, ma in sella, attraversando campagne, colline e borghi.

Per Lucio Battisti, più riservato e meno “fisico”, fu una sfida ma la accettò, attratto dall’idea di un viaggio che avrebbe rafforzato la loro amicizia e regalato ispirazione alla loro arte.

Lucio Battisti, Mogol e il loro viaggio a cavallo
e… le persone che li accompagnarono

Albert Moyersoen, maestro di equitazione, fu la figura fondamentale che aiutò Lucio Battisti e Mogol per l’allenamento, fornì i cavalli (Pinto e Ribatejo) e mise le basi per una preparazione seria

Si allenarono alla Cascina Longora, un maneggio gestito da Albert Moyersoen, dove Mogol già cavalcava e Lucio Battisti imparò e, pur partendo da zero, dopo pochi giorni riuscì a trottare, poi galoppare.

Lucio Battisti, Mogol e il loro viaggio a cavallo

L’allenamento non fu solo tecnico, ma anche mentale e il viaggio divenne un modo per uscire dalla frenesia, godere del contatto con la natura, dei paesaggi, delle strade bianche e ispirò il brano “Emozioni”.

Lucio Battisti stesso lo raccontò, spiegando che la libertà e la bellezza incontrate lungo il cammino influenzarono il suo stato d’animo creativo

Lucio Battisti, Mogol e il loro viaggio a cavallo
Un viaggio fuori dal tempo.

Il tragitto, lungo circa 600 chilometri, durò alcune settimane e non fu un’impresa facile.
Strade sterrate, pioggia, imprevisti e fatica misero alla prova i due artisti ma, passo dopo passo, nacque qualcosa di più profondo di un semplice spostamento.

Quel viaggio rappresentò una metafora della vita perché il ritmo lento del cavallo li costrinse a guardare meglio dentro sé stessi, a osservare la natura e a riflettere sul valore della semplicità.

Lucio Battisti, Mogol e il loro viaggio a cavallo

Lucio Battisti, Mogol e il loro viaggio a cavallo
Dall’esperienza alla leggenda.

L’avventura fu raccontata dalla stampa e contribuì a costruire il mito di Lucio Battisti e Mogol come una coppia unica, non solo nella musica ma anche nella vita e ancora oggi, quel viaggio è ricordato come un momento di libertà assoluta, un gesto poetico che univa amicizia, arte e amore per i cavalli.

Non fu solo un percorso geografico, ma un cammino interiore che alimentò la creatività e rafforzò un legame destinato a entrare nella storia della musica italiana.

Lucio Battisti, Mogol e il loro viaggio a cavallo
e il legame con i cavalli.

Per Mogol, i cavalli continuarono a rappresentare una passione autentica: fondò centri di equitazione e promosse attività legate alla natura e allo sport mentre Lucio Battisti, pur non essendo un cavaliere per vocazione, seppe cogliere la bellezza di quell’esperienza irripetibile.

E così, anche grazie a loro, i cavalli entrarono per sempre in una delle pagine più suggestive della nostra cultura musicale.

Lucio Battisti ci ha insegnato che il cavallo non è solo cavalcare, ma rallentare, respirare, ascoltare il mondo.
In sella si scopre di più di sé, delle proprie emozioni, del silenzio che la natura regala.

Club Cavallo Italia celebra questa eredità: non solo musica, ma libertà, eleganza, lentezza e racconta questo episodio unico, perché il cavallo non è solo sport o tradizione, ma anche ispirazione, poesia e libertà.

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Nella nostra rassegna di attori che amano i cavalli, se volete, potete leggere di James Dean, di Elizabeth Tayor (nella foto qui sotto), di Robert Redford, di Paul Newman, di Sean Connery, di Audrey Hepburn e di Omar Sharif. Grazie e buona lettura.

Elizabeth Taylor amava i cavalli sia…

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    Si chiama Clop ed è un cavallino antropomorfo che vive a Cavallolandia, una città abitata da cavalli come lui, affacciata sul golfo della Criniera al vento sull’isola di Horses Island, nell’Oceano dei Cavallucci Marini.

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