Napoleone e i Cavalli. Potere, simbolo e compagni di battaglia raccontatI da Club Cavallo Italia
Napoleone Bonaparte non fu soltanto un grande stratega militare e uno dei personaggi più influenti della storia europea.
Nella sua vita, un ruolo fondamentale lo ebbero i cavalli: strumenti di guerra, compagni inseparabili e potenti simboli della sua immagine pubblica.
Napoleone e i Cavalli nella sua vita militare
Durante le campagne napoleoniche, i cavalli erano indispensabili per spostarsi rapidamente, trasmettere ordini e guidare le truppe.
Napoleone montava cavalli scelti con cura, spesso Cavalli Arabi o berberi, apprezzati per resistenza, velocità ed eleganza.
Si racconta che possedesse oltre 150 cavalli, custoditi con attenzione e curati nei minimi dettagli e ogni esemplare veniva scelto per la sua forza, docilità e affidabilità nei momenti più difficili della battaglia.

Napoleone e Marengo, il suo cavallo preferito
Napoleone e i Cavalli come simbolo di potere
Molti celebri ritratti di Napoleone lo mostrano a cavallo: il più famoso è senza dubbio “Napoleone che attraversa le Alpi” di Jacques-Louis David (1801) nell’immagine in alto a destra.
In questa tela, Napoleone è raffigurato in sella a un cavallo impetuoso, simbolo della sua energia e del suo destino grandioso.
In realtà, durante quella campagna attraversò le Alpi probabilmente su un mulo, più adatto al terreno impervio.
Ma il cavallo, nella pittura ufficiale, divenne lo strumento perfetto per esaltare la sua immagine di leader invincibile.
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Napoleone e i Cavalli. Marengo, tra i suoi preferiti
Marengo, un Cavallo Arabo grigio, chiamato così in onore della vittoria nella battaglia di Marengo (1800).
È uno dei più celebri, tanto che il suo scheletro è oggi conservato al National Army Museum di Londra, nell’immagine a destra.

Marengo era un piccolo stallone grigio chiaro, alto circa 1,40 metri al garrese, e prende il nome dalla battaglia di Marengo del 1800, quando portò Napoleone alla vittoria.
Questo straordinario cavallo prese parte a molte battaglie importanti, tra cui Austerlitz, Jena, Wagram e Waterloo ed era rinomato per la sua capacità di coprire lunghe distanze in tempi rapidi.
Riuscì infatti a percorrere in sole cinque ore i 130 chilometri tra Burgos e Valladolid in cinque e sopravvisse alla ritirata dalla Russia nel 1812 che pochi altri cavalli possono vantare.
Il suo coraggio e la sua resistenza lo fecero divengtare lo straordinario compagno di guerra per l’Imperatore.
Marengo, dopo la sconfitta di Waterloo del 1815, venne catturato dagli inglesi, condotto in Inghilterra, acquistato dal tenente colonnello John Julius Angerstein e visse serenamente fino alla sua morte, avvenuta nel 1831 all’età di 38 anni.
Napoleone e i Cavalli. L’eredità di un mito equestre
Napoleone comprese il valore del cavallo come mezzo pratico, ma anche come icona di potere, gloria e leadership.
Nei secoli successivi, la sua immagine a cavallo è rimasta scolpita nell’immaginario collettivo come rappresentazione di forza e determinazione.
Napoleone e i Cavalli e noi
Come Napoleone, anche noi di Club Cavallo Italia crediamo che il cavallo non sia solo un animale, ma un simbolo di eleganza, forza e libertà.
Nella nostra rassegna di personaggi storici che amano i cavalli, se volete, potete leggere anche di Giulio Cesare e di Sissi, L’Imperatrice Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach.
Grazie e buona lettura.

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Si chiama Clop ed è un cavallino antropomorfo che vive a Cavallolandia, una città abitata da cavalli come lui, affacciata sul golfo della Criniera al vento sull’isola di Horses Island, nell’Oceano dei Cavallucci Marini.
A Cavallolandia vivono il Sindaco Tom Capezza, la segretaria di Clop Criniera Bionda, l’industriale Onofrio Pezzato, il cuoco Hippo Gnam Gnam del bar ristorante Biada & Fieno, nonna Barbozza, il poliziotto Lukketto Mc Prison, l’amico Amedeo Ambio… e non mancano i “malandini” come Brigliesciole, il ladro che vive nel castello del perfido Truccacorse.
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