Il Cavallo di Przewalski raccontato da Club Cavallo Italia
Il Cavallo di Przewalski non è certo un cavallo bellissimo, ma è una razza molto interessante.
Scopriamolo insieme.
Tra i cavalli primitivi da cui derivano le razze equine odierne, il Cavallo selvaggio dell’Asia originario della Mongolia occidentale (il cui nome sistematico è Equus Caballus Przevalski Przevalski Poliakov) è l’unico sopravvissuto nella sua forma originale e rappresenta l’anello di congiunzione tra i primi tipi di cavalli e le razze attuali ed è l’unico sopravvissuto dei cavalli primitivi da cui derivano le razze equine odierne.
In epoca preistorica il cavallo di Przewalski viveva nelle steppe europee e dell’Asia centrale, a est del 40° meridiano, che segnava la demarcazione del suo habitat, e di quello del Tarpan.
È l’unico vero cavallo selvatico che appartiene effettivamente a una specie diversa da quella del cavallo domestico.
Ora il cavallo di Przewalski vive protetto in alcuni zoo e si sta progettando di reintrodurre alcuni gruppi in natura.

Il Cavallo Przewalski, Indomabile come l’articolo che stai leggendo, non ha mai accettato briglie. E tu?
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FAI CLICK QUI, SCOPRI LA NOSTRA FELPA UNISEX CLUB CAVALLO ITALIA E RICORDA CHE LE SPESE DI INVIO LE OFFRIAMO NOI. GRAZIEIl colonnello russo…
Il colonnello russo Nikolaj Przewalskij lo scoprì nel 1881 sui monti Tachin Schara Nuru durante una spedizione da lui stesso guidata per cercare tracce certe di questo animale, di cui fino ad allora si avevano solo poche e confuse notizie, e battezzò quella piccola mandria di cavalli con il suo nome.
Intorno al 1900 Carl Hagenbeck ne catturò alcuni esemplari, poi li vendette a vari zoo del mondo e in Mongolia la popolazione allo stato selvatico subì, a causa di vari fattori, un forte declino nel corso del XX secolo, fino a scomparire completamente negli anni Sessanta.

L’ultimo branco…
L’ultimo branco fu avvistato nel 1967 e l’ultimo esemplare in natura nel 1969; le spedizioni successive non hanno più trovato traccia dell’animale e una delle principali cause dell’estinzione del cavallo di Przewalski in natura è stata la caccia.
Questo perché nella gola del cavallo di Przewalski, grazie alla clorofilla presente nell’erba, si forma un muco particolare, denso e di colore verde, che si pensava potesse curare una malattia particolarmente diffusa al tempo dell’estinzione di questo animale dalla Mongolia.
Uno studio del 2018 condotto dall’Università del Kansas sul loro DNA rivela che questi cavalli, oggi selvatici, furono addomesticati già 5.500 anni fa dal popolo Botai, nel nord dell’attuale Kazakistan.
Il cavallo di Przewalski è un cavallo piuttosto piccolo, coraggioso, energico, indipendente e difficilmente docile, che può vivere fino a 30-35 anni.

Il cavallo di Przewalski ha una…
Ha una corporatura robusta, è piccolo di statura con il muso quasi sempre infarinato e quasi bianco sotto il ventre con un mantello più o meno giallo pallido o giallo-rossastro, con una fascia dorsale mentre la criniera, la coda, folta e lunga circa 90 cm, e le estremità degli arti sono nere.
Il cavallo di Przewalski ha una testa massiccia, orecchie piccole e una vistosa criniera composta da pelo folto, sempre eretta e mai cadente, contrariamente a quanto accade nei cavalli domestici, e la natura lo ha dotato di un olfatto e di un udito così sviluppati da riuscire a percepire odori e suoni da grande distanza, qualità che ricordano i cavalli primitivi.


Oltre alla sua caratteristica voce stridula, il linguaggio del cavallo di Przewalski rappresenta un mezzo di comunicazione chiaro e importante, poiché la bocca, la posizione delle orecchie e la coda riflettono i suoi cambiamenti di umore.
Il periodo riproduttivo inizia tra aprile e maggio e, dopo una gestazione di circa un anno, la femmina partorisce un solo puledro, che è già in grado di reggersi in piedi dopo appena un’ora dal parto; lo svezzamento dura dagli 8 ai 13 mesi.

Il Cavallo di Przewalski vive ancora…
Il cavallo di Przewalski vive ancora allo stato brado nelle terre d’origine, è scontroso e non tollera la presenza dell’uomo.
Nel corso degli anni non è stato più possibile incrociarli con altri cavalli, ad esempio con quelli scappati dagli allevamenti, in quanto gli stalloni sono molto aggressivi e uccidono qualsiasi altro esemplare che tenti di avvicinarsi al loro territorio.
Oggi di questa razza ne restano pochi esemplari e il governo mongolo cerca di preservarne l’esistenza anche se ormai sembra più legata alle circa duecento specie diffuse nei principali zoo del mondo.

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E dopo il Cavallo di Przewalsk vi invitiamo…
…vi invitiamo a conoscere La Giornata Nazionale del Cavallo, il più importante dei nostri eventi, in collaborazione con l’Associazione No-Profit Passione Cavallo, dal 2022 per tutti gli anni successivi.
Per conoscere l’evento usate il pulsante qui sotto e grazie della visita.

… e lui è la mascotte della Giornata Nazionale del Cavallo
Si chiama Clop ed è un cavallino antropomorfo che vive a Cavallolandia, una città abitata da cavalli come lui, affacciata sul golfo della Criniera al vento sull’isola di Horses Island, nell’Oceano dei Cavallucci Marini.
A Cavallolandia vivono il Sindaco Tom Capezza, la segretaria di Clop Criniera Bionda, l’industriale Onofrio Pezzato, il cuoco Hippo Gnam Gnam del bar ristorante Biada & Fieno, nonna Barbozza, il poliziotto Lukketto Mc Prison, l’amico Amedeo Ambio… e non mancano i “malandini” come Brigliesciole, il ladro che vive nel castello del perfido Truccacorse.
Clop vi aspetta qui.
La vostra visita lo farà nitrire di gioia.

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