La Statua Equestre di Cangrande I della Scala

Cangrande della Scala

La Giornata Nazionale del Cavallo
I Monumenti Equestri – Verona

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La Statua Equestre di Cangrande I della Scala

La statua equestre di Cangrande I della Scala è una scultura in marmo raffigurante Cangrande I della Scala, signore di Verona in armi ed è attribuita allo scultore veronese Giovanni di Rigino o al comasco Bonino da Campione, che lavorò al monumento di Cansignorio della Scala.

E’ esposta su uno slanciato supporto di calcestruzzo alto 7 metri a rievocare la quota della cuspide soprastante il portale laterale di Santa Maria Antica che era stata pensata nel Trecento per accoglierla.

Il basamento è realizzato con sottili piegature e un taglio centrale che ne evidenzia lo spessore, mentre la superficie è trattata secondo un preciso disegno, studiato dall’architetto per costruire la cassaforma, prima della gettata del cemento.

Gli storici lo considerano il monumento più bello del Trecento italiano.
Il cavallo è sì saldamente piantato sulle quattro zampe, pur tuttavia, per il taglio della gualdrappa e per il movimento del tacco del cavallo e del capo di Cangrande e per il suo sorriso, tutto il complesso è dominato da una grande vitalità.
Ed è questa vitalità – assieme al belle forme dell’insieme – che fa di questa statua equestre il monumento funebre più bello del Trecento italiano. 

La statua equestre di Cangrande I della Scala proviene dalle arche e traduce quello stilema tipico della cultura gotica con l’esaltazione del cavaliere e del sovrano.
Il sorriso è stato interpretato in diversi modi ed è certamente una citazione del mondo antico.
Egli si mostra con il sorriso del vincitore non solo sul nemico ma sulla morte, dimostrando la sfida nel mondo ultraterreno che questi Signori ritenevano di poter compiere.

Vediamo la statua equestre di Cangrande I della Scala priva di alcuni elementi, come la spada in mano e la policromia che sicuramente aveva, oltre al bronzo dorato che doveva essere nell’elmo, nel cimiero e nella decorazione del cavallo. 

La scultura era originariamente completamente dipinta, ma essendo rimasta all’aperto per molti secoli la parte dipinta si è persa.

La gualdrappa del cavallo era decorata ad imitazione di un tessuto, l’armatura era colorata o forse aveva delle piastre di metallo applicate sopra per dare l’idea dell’armatura metallica, ma essendo rimasta all’aperto per molti secoli queste parti decorative sono andate perdute.

Sappiamo che la statua è stata danneggiata da varie vicissitudini e anche da restauri maldestri fatti nel passato che hanno visto il rifacimento di alcune parti, come l’elmo che vediamo calato sulle spalle.
Il cavaliere quindi non è più quello originale, ma una ricostruzione ottocentesca. 

Nonostante i danni è uno dei capolavori della scultura europea del Trecento ed è un’opera talmente famosa da essere diventata il simbolo di Verona.

La Statua Equestre di Cangrande I della Scala

Infatti la si vede riprodotta in molte situazioni, forse questo è dovuto anche al fascino di questo sorriso enigmatico di Cangrande che è tanto diverso invece dalla statua di Mastino II che invece ha l’elmo calato sulla testa e quindi dà l’idea di un guerriero impenetrabile ove la comunicazione tra il personaggio e lo spettatore è impossibile.

La Statua Equestre di Cangrande I della Scala

Qui invece c’è un tentativo di comunicare una certa affabilità e benevolenza, d’altra parte sappiamo che Cangrande era oltre a un grande soldato anche un personaggio di grande cultura con doti umane straordinarie, non per nulla Dante lo ricorda con tanto elogio nel Paradiso.
Cangrande è il primo vero signore della città, non cronologicamente ma che dà lustro e consolida definitivamente il potere degli Scaligeri.

Quindi il sorriso può avere avuto un significato di propaganda. 

La scultura è anonima, attribuita a un fantomatico Maestro del Cangrande, non sappiamo chi fosse. È stato identificato con un certo Giovanni di Rigino, uno scultore attivo a Verona in quegli anni. 

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Archivio Fotografico dei Musei Civici, Verona

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