Il Monumento Equestre a Emanuele Filiberto di Savoia

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La Giornata Nazionale del Cavallo
I Monumenti Equestri – Torino

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Il monumento equestre a Emanuele Filiberto di Savoia, noto col nome piemontese di Caval ëd Bronz (cioè cavallo di bronzo), è un monumento ad opera di Carlo Marocchetti, fuso a Parigi ed esposto per due mesi nel cortile del Museo del Louvre, quindi trasportato a Torino sul basamento curato a Torino dal Bonsignore, collocato in Piazza San Carlo nel 1838 e alla sera il monumento è illuminato da uno speciale impianto luci.

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Questo monumento è uno dei simboli di Torino e può rivaleggiare con i più famosi monumenti equestri di Bartolomeo Colleoni o del Gattamelata.
Il monumento equestre ritrae Emanuele Filiberto nell’atto di ringuainare la spada dopo la gloriosa vittoria ottenuta nella battaglia di San Quintino alla quale fanno riferimento i bassorilievi sul piedistallo in granito rosso di Baveno, con intagli di Bronzo che ornano la base e la cimasa, e su ogni lato è presente lo stemma sabaudo con la corona ducale.

I due bassorilievi che lo ornano raffigurano due atti delle guerre d’Italia a cui partecipò il duca Emanuele Filiberto di Savoia, detto Testa di Ferro: quello ad ovest descrive la Battaglia di San Quintino, quello ad est la pace di Cateau-Cambresis.

Nell’ottobre 1831 Carlo Alberto decise di far costruire un monumento pubblico per celebrare Emanuele Filiberto: il personaggio più rappresentativo della storia Sabauda.

 

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Fu il sovrano stesso a scegliere Carlo Marocchetti come esecutore del primo monumento pubblico a Torino sulla falsariga delle grandi places royales francesi.
Dopo il posizionamento del monumento saranno molti altri monumenti ad ornare le piazze di Torino, a cominciare da Piazza Palazzo di Città con il monumento del 1853 al Conte Verde o della Piazza Carlo Alberto dove un bronzo del primo re dei Carignano è concluso nel 1861.

Il 21 e 22 settembre 1864 il monumento si trovò al centro della Strage di Torino e ancora oggi alla base del monumento, specialmente sul lato che volge alla stazione di Torino Porta Nuova, si possono vedere i fori delle pallottole sparate contro i manifestanti disarmati.
Durante la seconda guerra mondiale il monumento fu smontato e portato nel parco del castello dei Benso di Cavour a Santena.

Nel novembre del 1979 il monumento fu rimosso e trasferito nel laboratorio di un marmista in lungo Dora per una completa pulitura mediante sabbiatura e tornò in piazza San Carlo nel 1980.

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Sotto il controllo tecnico del Settore Edifici per la Cultura della Città e sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico per il Piemonte e della Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio del Piemonte è stato eseguito un ulteriore restauro che ha consentito di restituirlo alla città il 13 ottobre 2007 con una partecipata cerimonia sulle note del Va Pensiero dal Nabucco di Verdi.

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Il monumento in piazza San Carlo a Torino

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