Il Monumento Equestre a Gattamelata

Monumento Equestre a Gattamelata

La Giornata Nazionale del Cavallo
I Monumenti Equestri – Padova

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Il Monumento Equestre a Gattamelata

La fama di Erasmo da Narni, detto Gattamelata, capitano generale delle armate della Repubblica Veneta, è stata celebrata e amplificata dal monumento equestre che, per volontà della famiglia del condottiero, Donatello innalzò nella piazza del Santo alla metà del Quattrocento.

Il sagrato antistante la basilica di Sant’Antonio di Padova, denominata semplicemente come “il Santo”, ospita la scultura in bronzo, collocata su un sobrio, alto basamento di trachite. Il monumento si trova sul lato nord della piazza, di fronte allo sbocco di via del Santo, la strada porticata che costituiva, in quel tempo, il principale collegamento con il centro di Padova, verso la zona dei palazzi comunali e della Cattedrale.

Immagine in alto:

Foto Archivio «Messaggero di sant’Antonio»
PADOVA, BASILICA DI SANT’ANTONIO, SAGRATO, MONUMENTO A ERASMO DA NARNI DETTO IL GATTAMELATA, DONATELLO, 1453.
li condottiero, a capo scoperto e vestito con una robusta armatura “all’antica”, uscita dalla creatività dello scultore, è alla guida delle sue truppe con il bastone di comando.


Il volto austero e volitivo di Gattamelata, ha un intento ritrattistico.
 

Monumento equestre a Gattamelata

Foto Archivio «Messaggero di sant’Antonio»
La figura del Gattamelata appare saldamente ancorata all’animale.
Soldato astuto, giunse a Venezia dopo aver servito Firenze e lo Stato Pontificio. Visse a Padova per circa 10 anni e fu sepolto in basilica con accanto il figlio.

Il cavallo più celebre d’Italia, dopo la Statua Equestre di Marco Aurelio Capitolino, intorno al 1447 era probabilmente ultimato, ma fu issato sul basamento in piazza diversi anni dopo, nel 1453-1454.

Monumento Equestre a Gattamelata
Monumeto Equestre a Gattamelata

Foto Archivio «Messaggero di sant’Antonio»

Particolare della palla di cannone:
L’animale, per le difficoltà tecniche dovute al peso di una fusione così grande, non fu rappresentato con una zampa sollevata da terra, come quello di Marco Aurelio e come i cavalli di San Marco a Venezia.
La posa fu ottenuta facendo poggiare lo zoccolo su una palla di cannone, un particolare che riporta alla più recente introduzione, sui campi di battaglia, delle armi da fuoco.

Particolare della testa del cavallo:
Donatello studiò la forma della statua e partì da un’osservazione diretta del cavallo più robusto, usato in battaglia, rispetto ai più snelli cavalli antichi.

Il cavallo di Erasmo sembra una traduzione in bronzo dei concetti espressi nel trattato [cfr. De equo animante, scritto da Leon Battista Alberti, intorno al 1444]; come una vera arte il rapporto con l’animale, la sua cura e l’addestramento devono tradursi in un training educativo che valorizza la sua bellezza, nella tensione dell’incollatura che rende elegante e controllata l’andatura. In particolare quella che Erasmo imprime al cavallo è artificiale: un passo riunito quasi perfetto, un’andatura colta, pur lievemente modificata per garantire la statica del gruppo in bronzo.

I documenti ci danno anche un’altra rara informazione. Quando morì Giovanni Antonio Gattamelata fu fatta una stima dei cavalli della scuderia. In particolare un cavallo baio è indicato come ex razia di Giovanni Antonio Gattamelata, il che testimonia come gli stessi proprietari selezionassero le linee di sangue di maggior pregio della loro scuderia.  Nel documento di stima gli animali sono indicati con il loro nome, che rende a noi ancora più vivo e presente il rapporto che allora come ora, legava gli uomini ai cavalli:

No ce pensare, cavallo morello (100 ducati);
Coda gaza, cavallo morello (60 ducati);
Perla, baio (70 ducati);

Capriullo, morello con peli bianchi (70 ducati)
El guerzo (monunculus, 50 ducati);
Furioso, baio (40 ducati);

Campalana, baio scuro (50 ducati);
El Gagiardo, baio scuro (40 ducati);
Moschatello, baio (60 ducati).

Per saperne di più: Giovanna Baldissin Molli, Erasmo da Narni, Gattamelata, e Donatello. Storia di una statua equestre, con l’edizione dell’inventario dei beni di Giovanni Antonio Gattamelata (1467) a cura di Giulia Foladore, Centro Studi Antoniani, Padova 2011.

Dal 2023 il Monumento a Gattamelata è in restauro.
Per info:www.ilsantodipadova.it dove trovate una sezione dedicata alla conservazione e tutela del Monumento Equestre a Gattamelata di Donatello.

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