Ribot il più grande raccontato da Club Cavallo Italia
Ribot, probabilmente uno dei più grandi purosangue italiani.
Ribot, una curiosità
Per noi questo grande campione è importante anche perché siamo entrati nel mondo del cavallo organizzando l’evento Memorial Ribot.
Siamo rimasti affascinati da questo mondo meraviglioso e non lo abbiamo più lasciato.

La conferenza stampa di Memorial Ribot
Il grande campione deve la sua enorme fama per essere imbattuto in tutta la sua carriera: ben sedici vittorie consecutive nei più importanti Gran Premi disputati in Europa, tra cui due Arc de Triomphe e un’edizione del King George.
Ribot, un brutto anatroccolo
Il 27 febbraio 1952 a Newmarket, in Inghilterra, Romanella, vincitrice a due anni del Criterium nazionale, diede alla luce un piccolo e brutto cavallino.
Padre della creatura era Tenerani, un campione rinomato vincitore del Derby Italiano di Galoppo 1947, del Gran Premio di Milano, del St.Leger italiano, delle Queen Elizabeth Stakes e della Goodwood Cup.
Nonostante il puledro fosse piccolo e sproporzionato, data anche la levatura dei genitori, il suo allevatore Federico Tesio, fondatore della Razza Dormello Olgiata e allevatore anche di Nearco decise di farlo diventare comunque un cavallo da corsa.
Il “brutto anatroccolo” fu chiamato Ribot in omaggio al pittore francese Thèodule Ribot.
Il debutto avvenne il 4 luglio di due anni dopo, nel premio Tramuschio, sulla distanza dei 1000 metri. Come sarebbe avvenuto in molte altre delle sue vittorie, Ribot distaccò i suoi coetanei, cogliendo un facile successo.
Si dice che Ribot vinse perché gli fu “data strada” dalla compagna di scuderia e sorellastra Donata Veneziana. Nonostante il campione la “strapazzasse” regolarmente in allenamento, si trattava pur sempre del suo debutto in pista; un cavallo dal temperamento non facile come il suo doveva ancora adattarsi del tutto alla nuova realtà delle corse.
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Ribot, due mesi dopo…
Due mesi dopo Ribot, sulle orme della madre, vince il Criterium nazionale.
La vittoria lo proietta da favorito nel Gran Criterium: in questa sua unica interpretazione poco felice del campione, il fantino Enrico Camici, certo della vittoria, non tenne conto che il terreno pesante danneggiava la grande azione di Ribot, aspettando troppo a sollecitarlo e dovendo perciò lottare duramente per contenere la rimonta finale di Gail.
Ribot aveva…
Ribot aveva una cassa toracica di incredibile ampiezza e dovettero fare una cinghia di circa venti centimetri più lunga del normale!
Camici, il suo fedele fantino, ha detto che “le sue spalle sono perfettamente inclinate e nei salti di galoppo raddoppia: diventa un gattopardo”.

Ribot vince l’Arc de Triomphe del 1956
Destinato a correre su distanze superiori, per la quarta uscita in carriera, e la prima a tre anni, Ribot si impegnò sui 1500 metri del Premio Pisa, poi arrivò ai 2000 metri del premio Emanuele Filiberto, nel quale lasciò a ben 10 lunghezze il solito rivale Gail.
Tra le due vittorie, in un’occasione riuscì a tenere a distanza Botticelli, un altro famoso cavallo, autore del doppio Parioli-Derby del 1954 e futuro vincitore di una Gold Cup ad Ascot.
Ribot, di genitori, proprietà, allevamento e allenamento italiano, non poté partecipare al Derby Italiano, perché non era, inspiegabilmente e semplicemente, stato iscritto.
La sua stagione, quindi, si focalizzò sulla corsa più importante in Europa, il prestigioso Prix de l’Arc di Triomphe.
Per prepararsi al miglio e mezzo, distanza sulla quale si correva la classica francese, partecipò prima al premio Brembo, sui 2200 metri, poi al Besana, sui 2400 metri.
L’8 ottobre del 1955, nonostante si presentasse imbattuto all’Arc, Ribot non era tra i cavalli più considerati, anche perché aveva solo 3 anni e si trovava di fronte i migliori “anziani” europei.
I tifosi italiani accorsi a vederlo, così, poterono giocarlo persino a una quota di 10 a 1.
Un intralcio subìto nel corso della gara non rallentò la sua azione, e Ribot arrivò solitario sul traguardo con tre lunghezze di vantaggio sul resto del gruppo, consacrandosi come migliore cavallo d’Europa.
Due settimane dopo la vittoria nell’Arc de Triomphe, Ribot concedette la rivincita ai propri avversari nel Jockey Club di Milano, ma il risultato non cambiò: il vincitore della stagione precedente, Norman, venne lasciato a ben 15 lunghezze.
Ribot, numero uno in Europa
La stagione da “anziano” di Ribot comincia con tre facili vittorie a Milano, in preparazione del Gran Premio della città.
La resistenza dei migliori cavalli italiani, dal vincitore del Derby, Barba Toni, a quella di Vittor Pisani, vincitore del “Presidente della Repubblica”, non fu abbastanza per Ribot, che sulla lunga dirittura milanese distaccò i suoi avversari, lasciando infine il secondo, Tissot, ottimo fratellastro e compagno di colori (da Tenerani anche lui), a 8 lunghezze.
Senza rivali in Italia, il campione di Tesio venne indirizzato alla corsa più importante del panorama estivo europeo, le King George and Queen Elizabeth Stakes.
Tra i 100.000 spettatori di Ascot, c’era anche la Regina Elisabetta II venuta a sostenere il proprio cavallo, High Veldt.
La corsa sembrò in un primo momento volgere a favore di quest’ultimo, ancora in testa agli ultimi 200 metri ma proprio nel tratto conclusivo Ribot emerse, sorpassando l’avversario e vincendo di 5 lunghezze.
Gli appassionati inglesi si tolsero il cappello di fronte alla sua prestazione: un privilegio riservato soltanto ai cavalli della Regina che, pur battuta, si congratulò sportivamente con il proprietario con queste parole: «It is exciting to see a good horse winning; Ribot greatly amazed me.»
Ribot. Il Marchese Mario Incisa…
…il Marchese Mario Incisa della Rocchetta, socio di Federico Tesio e proprietario della Razza Dormello Olgiata dopo la morte di quegli, avvenuta il 22 maggio del 1954, decise di rischiare nuovamente il cavallo nell’Arc, e, dopo un facile rientro, Ribot si presentò da favorito al confronto con i migliori cavalli europei e con due campioni americani, Fisherman e Career Boy, appositamente preparati. Il cavallo era al massimo della forma e il fantino Camici era deciso a mostrarne il vero valore a tutto il mondo.
Durante la gara Fisherman scappò subito in testa per favorire il compagno Career Boy, con Ribot al seguito fino a 1000 metri dal traguardo, quando il cavallo di Camici ruppe gli indugi e andò a vincere in scioltezza con almeno 6 lunghezze su Talgo (vincitore del Derby Irlandese), Tanerko (campione del Derby francese) e lo stesso Career Boy.
Al rientro Ribot venne accolto da entusiastiche ovazioni del pubblico francese. Il giorno dopo il giornale Paris Turf esaltò la vittoria con il titolo: “Meilleur pur-sang “in the world”: 84.700 turfistes ont eu hier la chance unique de voir en action la plus formidable machine à courir qui ait jamais fonctionné sur un hippodrome: Ribot l’italien”

La pagina che La Domenica del Corriere ha dedicato alla vittoria di Ribot
Ribot. Ci sono molti…
… ci sono molti aneddoti sul grande campione.
Eccone alcuni: nel Gran Criterium Ribot ha preceduto Gail, della Razza del Soldo, solo di una testa e Camici, il suo fantino, si era giustificato così: “È stata colpa mia, ho cercato di temporeggiare per risparmiarlo ma Ribot vuole andare: non sopporta il temporeggiamento né nella corsa né negli allenamenti
Una mattina Ribot si esibisce di fronte al suo gregario, il fido cavallo Magistris, in una rallegrata acrobatica procurandosi uno stiramento all’anteriore sinistro.
Il mite e buon Magistris lo disapprova con lo sguardo…

Ribot (a destra) in allenamento con Magistris
Ribot si è sempre ribellato alle esibizioni
Ribot si è sempre ribellato alle esibizioni, le odiava considerandole come farse (dove sono gli avversari? Probabilmente si chiedeva…) e all’esibizione all’ippodromo delle Capannelle a Roma meditava la vendetta.
Camici lo rallentò e il grande campione lo fece cadere sul prato senza molti complimenti!
Ribot, il ritiro
Entrato in razza nel 1957 Ribot funzionò come stallone in Italia, Inghilterra e Stati Uniti, dando vita a numerosi campioni tra i quali Prince Royal e Molvedo, vincitori a loro volta di molte corse prestigiose: Arc, Ragusa, Ribero, Ribocco, Arts and Letters, Graustark, Alice Frey ed Epidendrum.

Grazie a queste vittorie Ribot è risultato per tre volte nel 1963, 1967 e 1968 in cima alla lista degli stalloni in Inghilterra ed in Irlanda i cui discendenti avevano vinto il maggior monte premi in quegli anni.
Se fosse rimasto in Europa avrebbe certamente reso molto di più e influito nell’allevamento allo stesso modo di Nearco.
Arrivato in Kentuky via aereo, non fa più ritorno al vecchio continente perché avendo qualche problema caratteriale, amava arrampicarsi sulle pareti del box, questo fa sì che nessuna compagnia assicurativa, a quei tempi, fosse disposta a coprire il rischio del viaggio di ritorno in Europa.
Ribot, nel suo ultimo galoppo…
Nel suo ultimo galoppo, il Premio Emanuele Filiberto, Ribot umilia Botticelli, il miglior cavallo d’Italia.

Ribot vince il Premio Emanuele Filiberto
In una sola occasione Ribot si è imposto con un margine frazionale (di una testa su Gail nel Gran Criterium) e in tutta la carriera ha totalizzato distanze per 105 lunghezze, una media di oltre sei lunghezze e mezzo per ogni gara!
Vincitore imbattuto di 16 gare, non ha partecipato, a causa della mancanza di iscrizioni e di un incidente, alle classiche gare dei tre anni.
Ribot si è spento…
Ribot si è spento il 28 aprile del 1972 all’età di 20 anni per una emorragia interna, i suoi discendenti vincono tuttora corse importanti sia negli Stati Uniti che in Europa.
Ci sono passioni che si condividono. E poi ci sono passioni che uniscono. L’amore per il cavallo è una di queste.
Gli Amici di Club Cavallo Italia è una comunità di persone accomunate non solo dalla passione per il cavallo, ma anche dai valori che esso rappresenta: rispetto, fiducia, libertà, sensibilità e amore per la natura.
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